L’istituto Amendola Guttuso alla fine viene accorpato

L’istituto Amendola Guttuso alla fine viene accorpato

Laboratorio Civico X : “Miopia politica, muore un altro presidio di legalità e a volerlo sono state le istituzioni”

Laboratorio Civico X esprime dissenso per la decisione assunta dalla Giunta Regionale di non revocare l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo Amendola Guttuso di Ostia Ponente all’Istituto Comprensivo di via delle Azzorre.

Si intravede, in questa scelta politica, un errore di metodo e nel merito. In esso emerge quel modo di fare politica che non ci appartiene, con la sostanziale incapacità di ascoltare i cittadini e con essi progettare soluzioni.

Abbiamo apprezzato il – seppur parziale – tentativo di ascolto da parte dell’Assessore Smeriglio e dei suoi collaboratori delle esigenze del nostro territorio. Dopo la nostra lettera al Presidente e al Vicepresidente del 4 e il comunicato del successivo 12 gennaio scorsi, siamo stati ricevuti e ci è parso si potesse giungere a una revoca della scellerata decisione e a una nuova determina che restituisse ai due Istituti la loro autonomia, all’interno di un percorso di riqualificazione del tessuto sociale del quartiere. Così non è stato. Il lavoro di queste settimane è stato vanificato da una scelta politica che non condividiamo.

Non ci sfugge che la Giunta abbia potuto fare valutazioni diverse e ritenere opportuno assegnare un Dirigente titolare alle due scuole accorpate, non avendo per altro potuto ascoltare il territorio: il parere della Presidente del Municipio è arrivato per forza di cose in extremis. Apprezziamo anche la dichiarata volontà di attivare per il futuro diverse forme di sostegno all’Istituto in questione.
Ma non è questa la via, lo ribadiamo. E non ci è piaciuto il metodo, con il quale si è procrastinato per più di un mese e mezzo, ci si è deresponsabilizzati, attribuendo ad altri quanto alla Giunta spettava (agli altri Organismi spettano pareri non vincolanti; alla Giunta la Delibera, atto politico), fino a dichiarare materialmente impossibile la revoca della decisione e la conseguente nuova determina attesa dal territorio.

Il nostro dissenso è totale.
Troviamo gravissimo che  in una zona particolarmente problematica dal punto di vista sociale, come è di tutta evidenza Nuova Ostia, si sia deciso di togliere l’autonomia all’Istituto Comprensivo Amendola Gattuso, un istituto che da anni rimane unico o quasi solo presidio di legalità e democrazia all’interno di un territorio abbandonato dallo Stato nelle sue diverse espressioni. Riteniamo si tratti di una scelta di assoluta cecità politica, incapace di logica progettuale: lì dove sarebbe necessario implementare la presenza dello Stato e della scuola, in tutte le sue forme, con tutte le sue potenzialità. Lì dove bisognerebbe investire dal punto di vista delle risorse economiche, culturali, sociali, professionali, lì si va a cancellare l’autonomia di una scuola che è stata in grado di costruire reti e collaborazione con soggetti di eccellenza del nostro territorio, spingendo, certo non formalmente, ma di fatto verso la chiusura, in particolare il segmento delle scuole medie, unico finora in difficoltà numerica, per motivi sociali chiari a chi vive in questo Municipio. Lo dimostrano le iscrizioni, che nel frattempo hanno evidenziato un vero e proprio esodo da Ostia ponente. Invece di valorizzare le ricchezze presenti in quella Istituzione scolastica, le professionalità, la caparbietà di impegno, la capacità di intervenire su un territorio di cui si conoscono bisogni e possibilità; invece di investire risorse economiche e promuovere attraverso progettazione ad hoc il miglioramento dell’offerta formativa, la stabilità e l’incentivazione dei docenti presenti in quella istituzione scolastica, la costruzione di reti tra istituzioni, associazioni ed enti territoriali – cosa che dal basso si tenta di costruire da anni e che fortemente è stata chiesta – e da lei promessa – al ministro Fedeli, presente ben due volte lo scorso anno in quella istituzione scolastica, e ancora il 12 gennaio scorso – si decide di togliere l’autonomia e di promettere attenzione.
Non è tempo di promesse per Ostia, si poteva agire e si è deciso di non farlo.

Per questo, LCX, dissente dalla decisione presa, alla quale si opporrà con tutta la propria forza e capacità di partecipazione e coinvolgimento:
ha già chiesto all’Assessore Paoletti di istituire un tavolo per la valorizzazione di quell’Istituto attraverso il coinvolgimento delle associazioni di volontariato e culturali che lavorano per quel territorio
agirà perché con immediatezza si istituisca quel tavolo inter istituzionale finalizzato alla risoluzione delle criticità che nessuno dei livelli dell’Amministrazione ha finora saputo e voluto attuare (né la pessima gestione delle politiche educative in ambito del Commissariamento, né la Giunta Regionale, che pure era a conoscenza dei problemi in oggetto).

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