Una passeggiata per le spiagge di Ostia

Una passeggiata per le spiagge di Ostia

Ci Vergogniamo per loro. Questa mattina alcuni esponenti del Laboratorio Civico X si sono dati appuntamento, capitanati dal Consigliere Franco De Donno per farsi una passeggiata sul lungomare e verificare lo stato delle spiagge libere a stagione iniziata. Il racconto è  surreale. Spiagge deserte, forse dovuto al maltempo, o forse a causa della consapevolezza dei cittadini che hanno avuto modo di verificare nelle scorse settimane l’assenza dei minimi servizi, la sporcizia delle spiagge.
“Ci siamo trovati di fronte ad una situazione mai vista. Demolizioni dei chioschi non terminate che generano un pericolo pubblico per chiunque frequenti le spiagge. Mattonelle, chiodi arrugginiti, resti di panche di legno appuntiti. Sabbia non vagliata con il conseguente pericolo di contrarre funghi e/o virus.
Ci siamo domandati: per quale motivo la gente dovrebbe venire al mare qui?”.
Video, dossier fotografici che parlano più di qualsiasi parola. Se questa è  la lotta alla mafia, forse hanno sbagliato tutto, perché  siamo sicuri che è  proprio lasciando i beni pubblici al logorio del tempo e all’abbandono totale che si favorisce l’azione criminale. “Non siamo andati solo su una spiaggia. Le abbiamo percorse tutte, e tutte hanno in comune il degrado più  totale.
Ci domandiamo: per quale motivo non hanno atteso che arrivassero tutti i fondi per abbattere i chioschi?
Ci siamo domandati: che cosa avevano di abusivo quei chioschi, visto che sono state fatte conferenze di servizi alle quali hanno partecipato gli attori istituzionali di riferimento.
Assenza di pulizia, di bagni pubblici, assenza di servizi per i diversamente abili. Abbiamo visto solo macerie, e per tutto questo non c’è giustificazione che tenga. A stagione iniziata sono state disattese diverse norme evidenziate dell’ordinanza balneare 2018. Ci domandiamo, allora, perché  non si interviene.
Infine,  l’ultima direttiva regionale prescrive che ci sia il 50% di fruibilità  del mare libera e di consente il 50% all’occupazione dagli stabilimenti. Sappiamo che ad Ostia questa percentuale non è  rispettata. Nel tratto urbano siamo addirittura all’87% occupato, ma persino se prendiamo in considerazione tutto il lungomare, quindi anche Castelporziano e Capocotta, scendiamo al 56%. La domanda è  la seguente: abbattendo i chioschi si raggiunge il 50%? Probabilmente sì. E,  allora, un’altra domanda: perché  non si abbatte il lungomuro per raggiungere il 50% e si sacrificato, invece, le spiagge libere?
La legalità non funziona se è  ad intermittenza e, soprattutto, se si soprassiede alle mancanze da parte delle istituzioni.
Continueremo a denunciare pubblicamente lo sfascio di una ridente cittadina sul mare che ha bisogno di essere bonificata dalle infiltrazioni mafiose, ma che non può  sopportare un degrado così imperdonabile.

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